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Tutti qualche volta abbiamo acquistato un cibo “pastorizzato” o abbiamo sentito decantare le virtù della birra cruda in opposizione a quella pastorizzata. Il sostantivo deriva dal nome di colui che  ideò il processo: il chimico e biologo francese Louis Pasteur (Dole, 27 dicembre 1822 – Marnes la Coquette, 28 settembre 1895), padre della microbiologia.
La procedura di pastorizzazione fu ideata per curare i “malanni” della birra. Infatti, il mosto di birra, ovvero l’infuso di malto e luppolo, è ricco di zuccheri fermentabili che vengono utilizzati da diversi funghi e batteri, talvolta con intensità paragonabile a quella del lievito di birra e portano alla formazione di sostanze sgradevoli al palato. Infatti, durante la fermentazione alcoolica da parte dei lieviti, non si produce solo alcool a partire dagli zuccheri del mosto, ma anche un‘ampia gamma di sostanze più o meno volatili, dall’acido succinico a una serie di esteri (combinazioni di acidi ed alcoli), oltre che alcuni prodotti solforati. Non solo, molte cellule dei lieviti durante questo processo muoiono e quindi spargono nel mosto il contenuto delle loro cellule, che oltre alle preziose vitamine che sono alla base delle proprietà farmacologiche dei lieviti, è costituito da sostanze metaboliche e cataboliche, ovvero i prodotti di degradazione delle vie metaboliche.  Il grande vantaggio del Saccharomyces cerevisiae, il comune lievito di birra, è che le sostanze “aromatiche” che produce sono gradevoli al palato.
Quindi, Pasteur doveva scoprire come distruggere i micro-organismi “cattivi” senza perdere quelli buoni. Sapeva che il calore è un ottimo disinfettante, ma ha lo svantaggio di far evaporare il gas carbonico dalla birra che quindi diventa “liscia” e perciò poco palatabile. Pasteur decise quindi di riscaldare la birra imbottigliata, che, per ragioni fisiche, perdeva molto meno gas, portandola a una temperatura non troppo alta, tale da uccidere i germi dannosi senza alterare troppo le proprietà della bevanda. Nasceva così la pastorizzazione.
Oggi tale processo si applica anche ai vini per evitarne l’acidificazione e la conseguente trasformazione in aceto oltre che a una incredibile quantità di prodotti alimentari.
 Anche in questo caso c’è lo zampino di Pasteur. Infatti, i viticoltori francesi avevano il problema che certe botti, in cui facevano fermentare il vino, producevano una bevanda acidula e imbevibile che nel tempo si trasformava in aceto.  Pasteur con l'aiuto di un microscopio scoprì che sul fondo delle botti esisteva una patina di micro-organismi a forma di bastoncino, dei bacilli.  Con una piccola sperimentazione, capì che aggiungendo questi bacilli a del vino si innescava una nuova fermentazione che trasformava l’alcool in acido acetico e quindi in aceto. Anche in questo caso, oltre alla disinfezione delle botti prima dell’uso, la pastorizzazione evitava che il vino imbottigliato si trasformasse in aceto.
E come rovescio della medaglia, l’aceto è un prodotto alimentare prezioso e conosciuto e usato fin dall’antichità, tanto che se ne trova menzione nella Bibbia e nei ricettari di Apicio (Marco Gavio Apicio, 25 a.C.-37 d.C.) il gourmet romano famoso ancora oggi, anche se non ha mai partecipato a Mastechef. Usato per le sue proprietà conservanti e per quelle aromatizzanti, oggi l’aceto si declina in varie forme, dagli aceti balsamici alle glasse.
E ovviamente, l’industria agroalimentare cerca di lasciare il meno possibile al caso. Chi ha avuto la (dubbia) fortuna di assaggiare un vino fatto in maniera totalmente tradizionale, ossia usando fermenti naturalmente presenti sulla buccia degli acini d’uva e non fermenti selezionati, sa esattamente che differenza c’è con una bottiglia di vino preparata con fermenti selezionati e stretto controllo microbiotico del mosto in fermentazione. L’industria ha bisogno di fermenti che siano in grado di mantenere gli standard produttivi durante tutto il periodo delle lavorazioni e possibilmente in modo ripetibile nel tempo, al netto delle necessarie variazioni annuali. Infatti, se la stagione può influenzare alcune qualità delle uve sottoposte a fermentazione, una buona cantina non cambia lievito, o meglio miscela di lieviti (detti starter), per la fermentazione. Oggi esistono industrie microbiologiche specializzate nella produzione di starter per fermentazioni, per la produzione di una vasta gamma di prodotti che, oltre al vino e alla birra, annoverano yogurt, formaggi, salumi, biscotti, pani, ecc.
Insomma, che siate il gestore di un impianto per la produzione di “Pan Bauletto” della nota ditta che fa fare la pubblicità a Banderas o il piccolo produttore di birra artigianale che fermenta meno di 100 kg di malto, sappiate che il vostro prodotto ha bisogno del microbo giusto, e che il microbo sbagliato, nonostante le microscopiche dimensioni, potrebbe battervi in malo modo.
Altro che Davide e Golia!


@PiantePopoli #MercatiErranti

Sveva Avveduto, Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali, CNR

Quali sono state le migrazioni di piante più significative legate agli spostamenti umani nei secoli più recenti? L’Italia è stata oggetto di migrazioni di piante per l’alimentazione umana?

Questo uno dei temi della conferenza che si svolgerà il 7 ottobre dalle 14.30 alle 17.30 nell'Auditorium del Padiglione dell'Unione Europea a Milano, Expo 2015.


Coordina: Giovanni G. Vendramin, Istituto di Bioscienze e Biorisorse (IBBR, CNR) e Sveva Avveduto Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (IRPPS, CNR) 
Modera la conferenza Barbara Gallavotti, giornalista scientifica.


Le migrazioni umane determinano nuove realtà dal punto di vista economico e socio-culturale ma anche bio-vegetale. I popoli si spostano portano con sé la loro cultura ma anche le loro piante e i loro cibi modificando gli equilibri bio-culturali. I percorsi di piante e popoli si intrecciano e sono spesso paralleli dato che lo spostamento degli uomini porta sempre con sé quello delle piante.

Nel suo migrare l'uomo tende a riprodurre il proprio habitat di partenza e quindi semi e piante viaggiano con lui per diventare cibo per riprodurre usi e cultura, che inevitabilmente si modificano mescolandosi a quelli di destinazione generando nuovi cibi e nuova cultura. L’analisi sociale culturale e demografica si interseca quindi, e spesso si sovrappone, a quella bio-vegetale.

Analizzando i dati degli spostamenti umani, dei grandi flussi migratori si possono sovrascrivere le mappe della migrazione umana con quella delle piante che le persone portano con sé. Si parlerà di alcuni hub sociali culturali di snodo delle migrazioni come, per esempio, la cultura araba che porta in Europa piante sconosciute passando dalla Sicilia, e la migrazione congiunta di piante e persone dalle Americhe.

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Event: Food Metrology: Approaches and Tools for Measuring Food Quality

Date: 9 October, 2015 - Location: CNR, Milano, Via Corti 12

@CNRExpoLab experts will provide some examples of #FoodMetrology -based approaches to the detection of food contaminants.

Dr. Giuffrida and Dr. Monaci, from CNR ISPA, Italy, will describe MS-based methods as a multi target screening tool for monitoring allergens contamination in food products. Indeed, EU labelling rules establish that consumers must be provided with comprehensive ingredient information to allow them to easily identify ingredients they need to avoid. Allergen detection in contaminated food is mainly based on immunochemistry techniques, although cross-reactivity and/or by possible epitope masking caused by food processing may complicate detection. MS-based methods for high-specificity and high-sensitivity detection of allergens in foods will be presented.

Dr. Lardy-Fontan, from LNE, France, will describe how metrological measurements contribute to the survey of pharmaceutical residues in water for a better protection of consumers. She will describe multiresidues methods and their importance in the detection of emerging substances, high concern substances and incoming regulatory substances. She will also present examples of metrological design of reference methods in the field of water contamination.

Dr. Salafranca, from EINA - UNIZAR, Spain, will address metrological approaches to assess the migration of contaminants from packaging into food. Illustrative examples of the most challenging studies recently carried out by his research group with multilayer materials will be presented: [1] the determination of non-intentionally added substances (NIAS) from polyurethane adhesives, [2] the profile of volatile radiolysis compounds formed as a consequence of gamma-irradiation of multilayers and [3] the contamination due to the transfer of substances from printing inks (set-off) from the outer to the inner layers, intended for direct contact with food.

Dr. Bigini, from Istituto Mario Negri, Italy, will present metrological strategies applied to high throughput screening of toxic effects of Titanium dioxide nano-particles on gastrointestinal tract. In the last years several works have pinpoint the dangerous role of the ingestion TiO2 nano-particles, a common food additive used for whitening foods, but its real impact is still far from being elucidated. Dr. Bigini will report on the generation of an integrated platform to evaluate the interaction between TiO2 nanoparticles and biological matrices at increasing levels of complexity.

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7 ottobre ore 14.30 al Padiglione dell'Unione Europea, Milano, Expo 2015

Coordinatori: Giovanni G. Vendramin, Istituto di Bioscienze e Biorisorse (IBBR, CNR) e Sveva Avveduto Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (IRPPS, CNR).

Modera l'evento Barbara Gallavotti, giornalista scientifica.

Tra gli ospiti sarà con noi il primo astronauta italiano Franco Malerba.

"Può lo spazio rappresentare la frontiera ultima della cultura gastronomica? Potrà l’esperienza e la tecnologia dello spazio renderci disponibili bio-risorse originali e nuove discipline di loro gestione sostenibile

Ci stiamo lavorando, anche se è difficile assegnare una tempistica; alcune lezioni le abbiamo già apprese con i primi voli spaziali umani e con l’esperienza in orbita bassa. 

La stazione spaziale internazionale è un’esperienza cominciata nel 1998 e proiettata almeno fino al 2024; è attualmente abitata da almeno sei persone di diverse nazionalità e ci consente di realizzare scienza in assenza di peso e soprattutto ci insegna a vivere e lavorare nello spazio, un’esperienza indispensabile per le future basi sulla Luna e su Marte e la questione del cibo e del suo approvvigionamento è centrale per la salute e per il benessere dell’equipaggio.

Oggi la sopravvivenza della stazione dipende in modo essenziale dai rifornimenti da terra – e nell’ambito del cibo per lo spazio l’Italia si è guadagnata una posizione di primo piano. Tutti gli astronauti italiani hanno portato con sé qualche cibo italiano in occasione delle loro missioni e la recente missione “Futura” di Samantha Cristoforetti era in gran parte dedicata a “scienza e salute” al servizio degli astronauti. Ha fatto molto parlare di sé la macchina del caffè espresso, realizzata in Italia e portata a bordo della Stazione.

Mi pare evidente che – dopo il riciclaggio dell’acqua, che già sappiamo fare – la disponibilità di miniserre/bioreattori estremamente efficienti sarà il prossimo passo per produrre cibi freschi in un sistema chiuso, quale una nave spaziale. Ma per affrontare il tema dei lunghi viaggi spaziali e della basi lunari o marziane dobbiamo sconfinare nelle «tecnologie innovative suggerite dalla fantascienza» e c’è uno studio dell’ESA che porta questo titolo suggestivo. Forse dovremo «ibernare» gli astronauti, affinchè consumino meno risorse (come in 2001 Odissea nello spazio, fare ricorso all’ingegneria genetica per «terra formare» con organismi geneticamente modificati l’habitat inospitale di Marte.

Esperienza di simulazione terrestre di habitat spaziali tipo Biosphere II e Mars 500 dell’ESA rappresentano sistemi chiusi artificiali bio-rigenerativi, ove una delle sfide è proprio quella dell’adattamento, del riutilizzo e del riciclaggio sistematico di ogni rifiuto/risorsa, un approccio indispensabile per la sussistenza su basi lunari e marziane. Ma molto resta ancora da fare. Ci conforta l’idea che la sfida della navigazione nello spazio sarà anche una palestra di affinamento di tecnologie utili per lo sviluppo sostenibile anche sulla Terra."

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#FoodMetrology workshop - October 9th 2015.

Experts will talk about standards and methods for reliable data in food analysis
Researchers from important European institutions working on food safety and authenticity assessment will discuss how the metrological approach is becoming fundamental in ensuring the reliability of risk evaluation, especially when dealing with food and water contaminants.

The Workshop will be held at the Sala Convegni, CNR Research Area MI 1, Via Alfonso Corti 12, Milano.

Participation in the workshop is free, but registration is appreciated before September 30th.
For registration, please go to: https://www.expo.cnr.it/en/node/189 .


Launching  event @: Approaches and Tools for Measuring Food Quality – October 9th 2015 – Registration deadline September 30th.

Food Metrology is an emerging area of scientific, industrial and social interest, which addresses the challenge of traceable measurements of food constituents and contaminants in food matrices, by developing standardized procedures and suitable reference materials to insure full traceability of measurements to SI Units. The free workshop will present scientific findings relevant to measurements in support of food quality and safety.



Largo ai batteri ‘buoni’come quelli che compongono il microbiota intestinale.
Il Cnr ha studiato le potenzialità antiinfiammatorie di uno specifico ceppo di Lactobacillus gasseri che può essere somministrato con l’alimentazione, per contrastare allergie o intolleranze alimentari tra cui la celiachia. Ne parleremo il 16 settembre ore 10.30 a Palazzo Italia, Milano Expo 2015.

Prevenire le malattie attraverso l’alimentazione. È uno degli aspetti della medicina del futuro che parte dallo studio del microbiota intestinale. Diversi istituti afferenti al Dipartimento di scienze bio-agroalimentari del Consiglio nazionale delle ricerche sono impegnati nel comprendere il funzionamento di questo complesso sistema di centinaia di specie di batteri che hanno effetti benefici per la nostra salute ma la cui alterazione può dar luogo ad infiammazioni e disfunzioni. La strada aperta dalle ricerche è il miglioramento dei cosiddetti cibi ‘funzionali’ arricchiti con probiotici, ovvero diverse popolazioni di lattobacilli e bifidobatteri che, introdotti nell’organismo con gli alimenti, possono contribuire a rispristinare l’equilibrio del microbiota.
Alle nuove frontiere della ricerca nel settore è dedicato il workshop: “Microbiota, nutrition and wellness: a system based approach” coordinato per il Cnr da Mauro Rossi e Filomena Nazzaro dell’Istituto di scienze dell’alimentazione (Isa-Cnr) in collaborazione con Invernizzi, che avrà luogo il 16 settembre, alle ore 10.00, presso Padiglione Italia, Expo-Milano.
“Il workshop ha l’obiettivo di illustrare l’importante funzione del microbiota per lo sviluppo e la protezione del sistema immune, ci sono chiare evidenze sperimentali in questo senso”, spiega Mauro Rossi. “Esiste inoltre un equilibrio dinamico tra il microbiota e il sistema immune: in certe condizioni patologiche alcuni batteri del microbiota possono diventare patogeni, stimolando la risposta infiammatoria. Una non corretta alimentazione, poi, può indurre disbiosi, cioè alterare l’equilibrio intestinale tra le diverse specie microbiche, anche qui con un rischio di infiammazione: è quanto accade ad esempio nella celiachia”.
Il microbiota, localizzato principalmente nel colon, riveste quindi un ruolo centrale nel regolare la tolleranza immunologica, facendo sì che il nostro organismo non sviluppi risposte avverse verso gli antigeni alimentari che sono continuamente introdotti con la dieta. Ed è questo l’oggetto di studio dell’Unità di immunobiologia dell’Isa-Cnr. “Quest’attività, è regolata principalmente dalle popolazioni di lattobacilli e bifidobatteri presenti nella mucosa intestinale”, conclude Rossi. “In particolare, nostre recenti ricerche svolte in collaborazione con l’azienda giapponese Meiji hanno dimostrato le notevoli potenzialità antiinfiammatorie di uno specifico ceppo di Lactobacillus gasseri, che può essere somministrato con l’alimentazione, utili per contrastare allergie o intolleranze alimentari su base immune. Un altro interessante progetto in collaborazione con le Università di Bari, Bologna, Parma e Torino riguarda il ruolo che le diete vegetariane e vegane possono avere nella composizione del microbiota e, di conseguenza, sullo stato immunologico finale dell’individuo”.

Morning Session
Chairman: Prof. Abrignani ( Italy)
10.30 Opening remarks
10.40 The ologenome concept of evolution: from the first eukaryote to man -
Drs. Eugene & Ilana Rosenberg (Israel)
11.10 Microbiota and plants health - Dr. Paola Bonfante (Italy)
11.40 The ruminal microbiome and methane emission - Dr. John Wallace (UK)
12.10 Microbiota and Hygiene hypothesis - Dr. Graham A.W. Rook (UK)
12.40 General Discussion
13.00 Invernizzi Foundation Prize assignment
13.15 Lunch

Afternoon session
Chairman: Dr. Grossi (Italy)
14.30 Microbiota and immunity - Dr. Maria Rescigno (Italy)
14.45 Role of nutrition in shaping gut microbiota -Dr. Carlotta De Filippo (Italy)
15.45 Microbiota and nutrigenomics - Dr. Ben Van Ommen (Netherland)
16.15 Probiotics: international state of the art - Dr. Lorenzo Morelli (Italy)
16.45 General Discussion
17.15 End of the meeting  

#WaterFoodEnergyNexus - Un workshop il 18/19 settembre a Milano sul Nesso Acqua-Cibo-Energia-Ecosistemi  


Si prevede che i cambiamenti climatici, l’aumento della popolazione, l’urbanizzazione, lo sviluppo economico e l’utilizzo del suolo causeranno problemi alla sicurezza idrica in tutti i Paesi e i continenti.
Dato che il settore dell’agricoltura rappresenta il principale utilizzatore di acqua a livello mondiale (circa il 70% del totale) e che per il 2050 si prevede un incremento del 60% del fabbisogno di cibo per nutrire una popolazione di 9-10 miliardi di persone, la risorsa acqua diventerà sempre più un fattore chiave per la sicurezza alimentare.
Per attenuare i rischi legati alla mancanza della sicurezza idrica sono necessarie strategie di resilienza ed un approccio in grado di integrare le necessità dei diversi settori di utenza in ciascuna regione. Una gestione congiunta delle possibili soluzioni è al centro del Nesso Acqua-Cibo-Energia-Ecosistemi. Ciò richiede un’attenzione verso una distribuzione equa della risorsa acqua tra tutti i settori economici, inclusa un’adeguata considerazione del ruolo degli ecosistemi come elementi del capitale naturale. L’integrazione non è un concetto nuovo nell’affrontare le problematiche relative alla gestione dell’acqua, ma come è possibile fare la differenza nell’integrare i diversi approcci adottando una prospettiva che abbia al centro questo Nesso?


Questo workshop, organizzato dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), dal JRC (Joint Research Centre della Commissione Europea), dalla FAO (Food and Agriculture Organization) e da UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization), intende affrontare la ricerca di soluzioni interconnesse per una gestione delle risorse idriche.

Un evento in due fasi

L’evento è organizzato in due fasi: una prima giornata, di carattere più prettamente scientifico, ed una seconda mattinata, durante la quale verranno illustrate al pubblico, alla stampa e al mondo politico le idee e le indicazioni emerse durante la prima giornata. L’evento vedrà la partecipazione di studiosi ed esperti di livello internazionale, inclusi rappresentanti del mondo scientifico, industriale, politico e della società civile.

Il PRIMO giorno l'evento si terrà al CNR di Milano e si articolerà in quattro sessioni:
  1. La sfida di una gestione decentralizzata: un ponte tra politica e scienza, per discutere su come negoziare dei compromessi relativi alla distribuzione dell’acqua.
  2. Investire nella componente umana e in infrastrutture sociali: le persone al centro del Nesso e la ricerca di una trasformazione sociale connessa a ciò che la politica, la scienza e la tecnologia possono offrire.
  3. Coinvolgere le tecnologie: identificazione delle migliori pratiche e tecnologie, biotecnologie e agrotecnologie incluse, in grado di creare opportunità per il rafforzamento del Nesso, la stabilità produttiva in agricoltura e la bio-economia.
  4. Dalla teoria alla pratica: un gioco di ruolo per analizzare le interazioni tra i diversi attori del Nesso tra cibo, servizi ecosistemici e gestione dell’acqua

Il SECONDO giorno si terrà un evento aperto al pubblico ed alla stampa e si terrà al padiglione UE ad EXPO. Alla presenza di un giornalista scientifico in qualità di moderatore, alcuni tra i partecipanti all’evento del primo giorno presenteranno una sintesi di quanto emerso il giorno precedente ed una serie di buone pratiche e linee guida per orientare le scelte politiche verso un uso sostenibile dell’acqua per la produzione di cibo ed energia e per la stabilità degli ecosistemi.

Dove?

Venerdì 18 settembre, il workshop si terrà presso la sala Convegni dell’Area della Ricerca MI1 del CNR, via Alfonso Corti 12, Milano, in zona Città Studi.

Sabato 19 settembre al Padiglione EU dell’EXPO
La Commissione Europea offrirà ai partecipanti l’ingresso all’EXPO per il 19 Settembre 2015.

Per le iscrizioni on line: web.jrc.ec.europa.eu/rem






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Quale futuro per la ‘grande bellezza’?

Il paesaggio italiano visto e pensato oltre il dissesto ambientale, la cementificazione e il consumo di suolo. Un incontro organizzato il 15 settembre dal CNR ad Expo fa il punto sulla situazione, per trovare idee e soluzioni che consentano di conciliare protezione e sviluppo.
Nel 2015 il numero di alberi per abitante in Italia è salito a 230, contro i 200 del 2005 e i 140 del 1985. Nel Belpaese, però, la cementificazione de l territorio è cresciuta del 166% dal 1950 al 2012, a fronte di aumento della popolazione del 28%: a ogni italiano, quindi, possono essere attribuiti in media ben 350 mq di superficie costruita e urbanizzata. Sono alcuni dati elaborati dal Dipartimento scienze bio-agroalimentari del Consiglio nazionale delle ricerche (Disba-Cnr) su dati dell’Inventario nazionale forestale e del carbonio, Wwf e Mipaaf che ben rendono la complessità del tema sul quale lo stesso Disba-Cnr ha organizzato l’incontro dibattito previsto il 15 settembre a Milano (ore 10.00) presso Padiglione Italia-Expo: ‘La grande bellezza del paesaggio italiano’.

L’equilibrio tra paesaggio antropizzato e quello naturale è ancora possibile?

"Gli attuali strumenti normativi portano spesso alla contrapposizione tra la protezione restrittiva e spesso tardiva dell’ambiente naturale e le esigenze delle attività produttive. Questi aspetti sono spesso affrontati in sede politica senza la partecipazione di tutti i soggetti portatori di interessi. Da un lato siamo il Paese dei disastri ambientali, delle edificazioni in aree protette e a rischio ambientale, dalla montagna ai litorali, della mancanza di prevenzione; dall’altro ci troviamo a fare fronte alle cosiddette calamità con alti costi, non solo economici”, spiega il paesaggista Alberto Giuntoli che, assieme a Silvia Fineschi dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Ipsp-Cnr), ha organizzato l’evento.

Al talk partecipano tra gli altri il sottosegretario ai Beni culturali e turismo Ilaria Borletti Buitoni, già presidente del Fai, il Commissario generale di Padiglione Italia Diana Bracco, lo storico Roberto Reali e il geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi per il Cnr, esperti quali Eckart Lange dell’Università di Sheffield e l’architetto Mario Cucinella.
"Il paesaggio italiano costituisce di per sé un'opera d'arte e di cultura, per come si è venuto costruendo e formando nel corso dei secoli”, osserva Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretaria al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. “Ma paradossalmente proprio oggi, quando più sembrerebbe ci siano risorse e cultura per apprezzare l'opera sin qui compiuta, crescono i pericoli e le minacce alla sua integrità per la pressione a sfruttare nel brevissimo tempo, in modo insensato e irrecuperabile, la sua stessa consistenza. Non bisogna mai pensare che un risultato o l'integrità di un bene siano acquisiti per sempre. Penso che da Expo possa venire un incoraggiamento e uno stimolo, e anche un esempio di come le sfide difficili possano essere vinte, anche quando occorra convincere gli scettici sulla bontà delle scelte prese".


Nell’incontro la problematica del paesaggio italiano viene svolta a partire dalla storia, per poi evidenziarne le complessità, le trasformazioni e le prospettive future.

“Icone e archetipi del nostro paesaggio sono il risultato dell’attività umana che lo ha modificato nel corso di almeno due millenni, un percorso che ha come punto di arrivo la Convenzione europea sul paesaggio adottata dal Consiglio d’Europa nel 2000 per promuovere la protezione, gestione e pianificazione dei paesaggi europei e favorire la cooperazione”, spiega Silvia Fineschi. “Le criticità e le minacce sono numerose: consumo di suolo, scorretta o insufficiente gestione del verde in città, scarsa manutenzione dei parchi, perdita di valori estetici e civili, degrado delle aree ‘periurbane’. Discuteremo i presupposti estetici e di tutela e i mutamenti subiti negli ultimi cinquant’anni, per cercare di superare l’idea di un paesaggio ‘selvatico’ e accettare l’idea di una realtà in evoluzione”.

Previsto un confronto speciale con il soprintendente Massimo Osanna sulla realtà di Pompei e sulla gestione dei siti archeologici e storici italiani. I relatori illustreranno proposte concrete per migliorare la situazione, partendo dai saperi presenti nel nostro Paese. Per il futuro, mostreranno poi come le azioni di conservazione e pianificazione possono essere supportate dalle tecnologie scientifiche, in particolare quelle che utilizzano le tecniche interferometriche sulla base di immagini prodotte da sensori radar ad alta risoluzione e sensori iperspettrali, con l’intervento di Lorenzo Fiori vicepresidente di Finmeccanica.

Durante l'evento verrà consegnato il premio istituito dal CNR e dedicato alla memoria di Roberto Mancini, il vice-commissario di Polizia scomparso il 30 aprile 2014, riconosciuto dal ministero degli Interni “vittima del dovere” e insignito della medaglia d'argento al merito: il primo a svolgere indagini sui traffici illeciti di rifiuti tossici nella cosiddetta Terra dei fuochi. La vincitrice è risultata Nadia Lombardi dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Ipsp-Cnr) di Napoli con una ricerca dal titolo ‘Trichoderma spp. alleviate phytotoxicity in lattuce plants irrigated with arsenic-contaminated water’.

“Dobbiamo prevedere e costruire un diverso rapporto con l’ambiente che ci circonda. L’integrità e la bellezza dei luoghi vanno preservate, curate e tramandate”, conclude Luigi Nicolais, presidente del CNR. “Rappresentano straordinarie opportunità per affermare un nuovo modello di sviluppo e crescita, soprattutto per l’Italia, tra i pochi luoghi al mondo dove la bellezza del paesaggio è tutt’uno con quella dei manufatti della creatività e della cultura. Per farne leva di salvezza del mondo, occorre saperla riconoscere, apprezzare, condividere, investire in formazione e saperi. Come scienziati, da tempo siamo impegnati nel proporre risposte, ma sono insufficienti e deboli se non supportate da una precisa volontà politica che coinvolga tutto il Governo e non solo i Ministeri competenti”.

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Hashtag: #PaesaggioItaliano #VivaioRicerca

"Ritengo molto importante che la ricerca sia riuscita a mettere intorno allo stesso tavolo stakeholder ed imprese di livello molto elevato nell'ottica di sviluppare iniziative e prodotti.". E' il commento e il ringraziamento del Dott. Dimitri Dello Buono verso tutti i partecipanti al Forum "Sustainable technologies and cooperation in food and agriculture" tenutosi il 26 Agosto a Cascina Triulza, nell'area di Expo.

Gli stakeholders, che hanno dato vita al dibattito, sono stati di altissimo profilo: il Capo Dipartimento della protezione Civile Fabrizio Curcio, Il Ministro Cristiano Maggipinto della Direzione Generale per Cooperazione allo Sviluppo, il Presidente di ISPRA Bernardo De Bernardinis, il Country Director del WFP in Congo Pablo Recalde hanno con passione animato la discussione stimolata da Paola Catapano del CERN. La presenza di CNH Industrial, Finmeccanica, ENI, Engineering, Almaviva, Tom Tom (per citare le maggiori aziende del settore intervenute nel dibattito), delle comunità Open Software e del mondo scientifico ha offerto davvero un momento raro.

Momento di forte impatto è stato anche quello della premiazione del concorso internazionale UNIDO-CNR "Idee Innovative e Tecnologie per l’agribusiness" con 150 candidature provenienti da oltre 30 Paesi nel mondo. La cerimonia ha dato spazio ai premiati per tenere un breve panel sul proprio progetto. Idee innovative di grande valore che testimoniano la vivace capacità imprenditoriale di startupper a favore di paesi in via di sviluppo e in economie in transizione.

Al Forum è seguita poi una sessione di approfondimento tecnico su tecnologie e progetti "CNR Day of Study & Innovation Technologies in agro – environment", tenutasi il 27 Agosto presso la sala conferenze del CNR in Via Corti a Milano, in cui, oltre ad esaminare aspetti tecnici di molte tecnologie, è stato possibile prendere visione di alcune apparecchiature in esposizione nell'area antistante la sala.

Per coloro che hanno preso parte al Forum e per chi non ha avuto la possibilità di parteciparvi, i visivi di supporto che hanno accompagnato la discussione sono disponibili al link 

Intervista a Pablo Recalde del WFP

Paola Catapano (CERN) conduce il dibattito con il Prof. Vincenzo Cuomo (CNR), Stella Silvestri (Tom Tom Italia), Dimitri Dello Buono (CNR)

Dibattito sulla Cooperazione Italiana in Ecuador e Galapagos. Fernando Recalde ( Centro ABITA), Ana Rousseaud (Delegazione del Governo delle Galapagos), Arthur Izurieta (Direttore della  Fundación Charles Darwin para las Islas Galápagos)

Tecnologia geoSDI per il social-mapping

Pablo Recalde - WFP

Bernardo De Bernardinis - Presidente ISPRA

Sander Zwart - Africe Rice

Francesco Holecz - Sarmap

Mirco Boschetti - CNR IREA

Ministro Cristiano Maggipinto (DGCS Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale), Dimitri Dello Buono (CNR - geoSDI), Fabrizio Curcio (Capo Dipartimento della Protezione Civile Nazionale)

Fabrizio Curcio (Capo Dipartimento della Protezione Civile Nazionale)

Dimitri Dello Buono (CNR - geoSDI)

Diana Battaggia (UNITO ITPO Italy) e Roberto Reali (CNR) premiano il progetto Jellyfish Barge presentato da Camilla Pandolfi)