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#WaterFoodEnergyNexus - Un workshop il 18/19 settembre a Milano sul Nesso Acqua-Cibo-Energia-Ecosistemi  


Si prevede che i cambiamenti climatici, l’aumento della popolazione, l’urbanizzazione, lo sviluppo economico e l’utilizzo del suolo causeranno problemi alla sicurezza idrica in tutti i Paesi e i continenti.
Dato che il settore dell’agricoltura rappresenta il principale utilizzatore di acqua a livello mondiale (circa il 70% del totale) e che per il 2050 si prevede un incremento del 60% del fabbisogno di cibo per nutrire una popolazione di 9-10 miliardi di persone, la risorsa acqua diventerà sempre più un fattore chiave per la sicurezza alimentare.
Per attenuare i rischi legati alla mancanza della sicurezza idrica sono necessarie strategie di resilienza ed un approccio in grado di integrare le necessità dei diversi settori di utenza in ciascuna regione. Una gestione congiunta delle possibili soluzioni è al centro del Nesso Acqua-Cibo-Energia-Ecosistemi. Ciò richiede un’attenzione verso una distribuzione equa della risorsa acqua tra tutti i settori economici, inclusa un’adeguata considerazione del ruolo degli ecosistemi come elementi del capitale naturale. L’integrazione non è un concetto nuovo nell’affrontare le problematiche relative alla gestione dell’acqua, ma come è possibile fare la differenza nell’integrare i diversi approcci adottando una prospettiva che abbia al centro questo Nesso?


Questo workshop, organizzato dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), dal JRC (Joint Research Centre della Commissione Europea), dalla FAO (Food and Agriculture Organization) e da UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization), intende affrontare la ricerca di soluzioni interconnesse per una gestione delle risorse idriche.

Un evento in due fasi

L’evento è organizzato in due fasi: una prima giornata, di carattere più prettamente scientifico, ed una seconda mattinata, durante la quale verranno illustrate al pubblico, alla stampa e al mondo politico le idee e le indicazioni emerse durante la prima giornata. L’evento vedrà la partecipazione di studiosi ed esperti di livello internazionale, inclusi rappresentanti del mondo scientifico, industriale, politico e della società civile.

Il PRIMO giorno l'evento si terrà al CNR di Milano e si articolerà in quattro sessioni:
  1. La sfida di una gestione decentralizzata: un ponte tra politica e scienza, per discutere su come negoziare dei compromessi relativi alla distribuzione dell’acqua.
  2. Investire nella componente umana e in infrastrutture sociali: le persone al centro del Nesso e la ricerca di una trasformazione sociale connessa a ciò che la politica, la scienza e la tecnologia possono offrire.
  3. Coinvolgere le tecnologie: identificazione delle migliori pratiche e tecnologie, biotecnologie e agrotecnologie incluse, in grado di creare opportunità per il rafforzamento del Nesso, la stabilità produttiva in agricoltura e la bio-economia.
  4. Dalla teoria alla pratica: un gioco di ruolo per analizzare le interazioni tra i diversi attori del Nesso tra cibo, servizi ecosistemici e gestione dell’acqua

Il SECONDO giorno si terrà un evento aperto al pubblico ed alla stampa e si terrà al padiglione UE ad EXPO. Alla presenza di un giornalista scientifico in qualità di moderatore, alcuni tra i partecipanti all’evento del primo giorno presenteranno una sintesi di quanto emerso il giorno precedente ed una serie di buone pratiche e linee guida per orientare le scelte politiche verso un uso sostenibile dell’acqua per la produzione di cibo ed energia e per la stabilità degli ecosistemi.

Dove?

Venerdì 18 settembre, il workshop si terrà presso la sala Convegni dell’Area della Ricerca MI1 del CNR, via Alfonso Corti 12, Milano, in zona Città Studi.

Sabato 19 settembre al Padiglione EU dell’EXPO
La Commissione Europea offrirà ai partecipanti l’ingresso all’EXPO per il 19 Settembre 2015.

Per le iscrizioni on line: web.jrc.ec.europa.eu/rem






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Dalla ricerca alle applicazioni operative 

Guido D’Urso, Università Federico II, Portici, Napoli

Il settore irriguo rappresenta, nella gran parte delle regioni del Mediterraneo, il principale utilizzatore delle risorse idriche. Le conseguenze di cattive gestioni delle risorse idriche destinata all’irrigazione hanno un impatto crescente non soltanto sul fragile equilibrio ambientale delle zone interessate, ma anche sull’efficienza economica delle aziende e dei gestori della risorsa idrica. 
 
L’applicazione della normativa comunitaria, attraverso la Direttiva Acqua n.60/2000, ha di fatto messo in luce la criticità dei sistemi irrigui delle regioni meridionali, che aggrava ulteriormente le annose difficoltà del settore primario. E’ però crescente la consapevolezza delle negative ricadute economiche derivanti da un uso non razionale delle risorse idriche per l’irrigazione, specialmente ove i sistemi irrigui adottati, sia a scala aziendale che consortile, richiedono crescenti fabbisogni energetici (si pensi agli impianti di sollevamento a servizio delle reti in pressione). Inoltre, è sempre più diffusa la domanda di prodotti agroalimentari ottenuti nel rispetto dell’ambiente e con l’impiego controllato di tutti gli input agronomici, sempre strettamente legati ai quantitativi d’acqua utilizzati nell’irrigazione. Tuttavia, le aziende produttrici ed i gestori della risorsa idrica spesso sono impreparati ad adottare misure per un’efficiente gestione dell’irrigazione per la mancanza di informazioni adeguate e tempestive, con particolare riferimento ai fabbisogni irrigui, la cui valutazione richiede il monitoraggio dello sviluppo colturale e dell’andamento meteorologico. 

La ricerca scientifica, negli ultimi venti anni, ha notevolmente progredito nella conoscenza dei diversi processi fisici presenti in un sistema irriguo. In particolare, l’impiego di modelli di bilancio idrologico nel sistema suolo-pianta-atmosfera e la possibilità di misurare molte delle grandezze coinvolte consentono di valutare caso per caso, parcella per parcella il fabbisogno irriguo. Di grande rilievo appare in tale contesto l’utilizzo di immagini multispettrali da satellite, caratterizzate da elevata risoluzione spaziale, ossia capaci di individuare le singole parcelle anche in sistemi frammentati come quelli tipici meridionali. 

Fin dal 2008, la Regione Campania ha attivato in via sperimentale un servizio di assistenza irrigua basato sull’impiego di dati satellitari e di tecnologie dell’informazione, denominato “Piano Regionale di Consulenza all’Irrigazione”, poi confluito nel progetto “IRRISAT” finanziato con i fondi PSR 2007-2013. Il progetto ha portato allo sviluppo e applicazione di un sistema di supporto all’irrigazione sia a scala aziendale che consortile, basato sull’impiego di immagini satellitari. 

L’osservazione dallo spazio delle superfici agricole viene utilizzata per il monitoraggio dello sviluppo delle colture, con un dettaglio di 20x20 m. E’ così possibile valutare il quantitativo massimo di acqua da utilizzare per irrigazione (“consiglio irriguo”) entro poche ore dall’acquisizione satellitare. L’informazione viene distribuita agli utenti finali, costituiti sia dalle singole aziende agricole che ai consorzi di bonifica ed irrigazione, attraverso telefonia cellulare (SMS) ed Internet (E-mail e pagine dedicate Web-GIS). 

IRRISAT  è un esempio importante di utilizzo delle tecnologie di osservazione della Terra nella gestione del territorio e delle risorse idriche per il raggiungimento di una maggiore sostenibilità dell’irrigazione.

Photo credits: l'immagine appartiene al sito del progetto IRRISAT (http://www.irrisat.it/)
 



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Adattamento dei sistemi colturali e disponibilità delle risorse idriche

Mladen Todorovic (CIHEAM, IAMB, Bari).

Il cambiamento non sarà solo climatico. Sulla scala globale, per la prima metà di questo secolo (2000-2050) si prevedono: a) l’aumento della popolazione del 42%, b) la domanda alimentare in crescita del 60% (il 30% da attribuire ai cambiamenti nutrizionali), c) l’incremento delle superfici coltivate del 4.5%, d) l’aumento dei terreni irrigati del 6.6% (FAO, 2011 e 2012) mentre la disponibilità idrica per l’agricoltura potrebbe ridursi del 18% (Strzepek and Boehlert, 2010). Nel 2050, il 16% delle terre coltivate dovrebbe essere irrigato per produrre il 44% dei fabbisogni alimentari (FAO, 2011). Questo impone l’incremento della produttività sia per l’unita di superficie coltivata che per il volume d’acqua utilizzato
.
Gli scenari di cambiamento climatico (CC) indicano un chiaro aumento della temperatura e della concentrazione della CO2, mentre le precipitazioni potrebbero essere meno utili per l’agricoltura (i.e. meno frequenti ma più intense e variabili nel tempo e nello spazio). Le conseguenze saranno l'accorciamento del ciclo colturale, l'espansione della terra coltivabile verso le latitudini settentrionali e le altitudini più elevate, l'estensione della stagione adatta per la coltivazione, l’aumento dell’incertezza della resa, ecc. Tuttavia, i fabbisogni idrici delle colture non dovrebbero cambiare notevolmente considerando la complessa interazione tra i fattori climatici, fisiologici, fenologici e gestionali. 

L’adattamento dei sistemi colturali a questi cambiamenti sarà graduale e consisterà in una diversificazione del cropping pattern, nell’introduzione delle varietà più resistenti ed a breve/lunga maturazione, nell’anticipazione delle date di semina/trapianto di colture primaverili-estive, nell’applicazione di nuove tecnologie e metodi (i.e. precision agriculture) per ottimizzare l’uso delle risorse. Il concetto di eco-efficienza avrà il ruolo primario di favorire il beneficio economico e ridurre, nello stesso tempo, l’impatto negativo sull’ambiente. 

Nel Mediterraneo, l'effetto delle misure di adattamento potrebbe avere maggiore successo nei paesi abbienti delle risorse economiche e naturali mentre gli svantaggi potrebbero predominare nelle zone già caratterizzate dalla scarsità di risorse soprattutto con un aumento della frequenza di eventi estremi.

Photo Credits: con licenza CC BY-SA 2.5 tramite Wikimedia Commons


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Irrigazione di precisione
L’irrigazione di precisione per il risparmio idrico

Water scarcity is a growing concern for sustainable agriculture worldwide (Seo et al., 2008). About a third of the population in developing countries is likely to experience severe water scarcity by the year 2025 (Molden et al., 2001). Many nations have attempted to reform their water management systems by improving their irrigation systems (Johnson et al., 1995; Meinzen-Dick et al., 2002).
Under a scenario of reduced water availability, increasing competition for water, increasing drought frequency and uncertainties associated with a changing climate, Europe’s irrigated agriculture sector needs to produce more with less water (Monaghan et al., 2013).
Irrigation is defined as the application of water to soil through different types of systems to supply the moisture essential for plant growth. Irrigation plays a vital role in increasing crop yields and stabilizing production. Although, irrigation systems are designed to provide a fairly uniformity of water application, considerable variation in crops production still exist, which is often attributed to spatial variability in soil water holding capacity and related nutrient availability.
This variability can be managed and economic benefit can be obtained. Precision irrigation or site-specific variable-rate irrigation can be defined as the ability to vary water application depths spatially across the field to match the specific soil, crop and other conditions in unique zones within a field.

The key steps in a precision irrigation system are:
  1. Data acquisition: precision irrigation requires sampling, mapping, analysis and management of production areas taking into consideration the spatial and temporal variability of soil and crop. Many sensors (proximal and remote) are available to measure the various components of the soil-crop-atmosphere continuum. 
  2. Interpretation: the collected data has to be interpreted and analysed at the appropriate scale and frequency. 
  3. Control: it is essential to reallocate inputs (the application rate of water or the application time) and adjust irrigation management at appropriate temporal and spatial scales. 
  4. Evaluation: it is an important step to measure the technical, agronomic and economic performance of the irrigation system to provide feedback and improvement.

CNR ISAFOM


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AquaTEK™: Produrre PIU’ mais con MENO acqua

Federico Bertoli – Commercial Lead S&T Italy-Greece

Lavorare insieme per un’agricoltura sostenibile: questa la missione di Monsanto, azienda che ogni anno destina l’11% del suo fatturato (15,9 miliardi di dollari) in ricerca e sviluppo.
Sostenibilità, nel nostro settore, significa rendere disponibile una vasta gamma di soluzioni per aiutare a nutrire il nostro Pianeta. Un Pianeta in evoluzione, che entro il 2050 ospiterà quasi 10 miliardi di abitanti, con una classe media in rapida crescita, che desidera e chiede diete più ricche di proteine animali. Un Pianeta che ha a disposizione un suolo agricolo limitato e deve fare i conti con i cambiamenti climatici che rendono complesso l’approvvigionamento idrico, in un contesto in cui la domanda di acqua cresce del 2% l’anno. Non basta: gli agricoltori dovranno affrontare condizioni meteo imprevedibili, infestazioni di nuovi insetti, nuove malattie ed erbe infestanti.
Tutto ciò richiede la collaborazione di tutti, per mettere insieme una vasta gamma di idee e di risorse.
In Italia abbiamo sviluppato il progetto AquaTEK™ per supportare gli agricoltori, anche attraverso un fitto programma di formazione, a gestire in maniera efficiente l’irrigazione nel mais, al fine di produrre di più, conservando le risorse. Tre gli asset di AquaTEK™: semina a file binate, irrigazione a goccia e fertirrigazione.
Nei primi due anni di sperimentazione abbiamo riscontrato un aumento della resa del 29% (rispetto alla non irrigazione). Le prove in collaborazione con l’Università di Milano hanno evidenziato nel primo anno di prove un taglio del 17% dell’uso di acqua (rispetto al rotolone), una efficienza del 20% superiore nell’uso del carburante e una diminuzione del 78% dell’azoto lisciviato. Le stesse prove nel secondo anno, benché influenzate da un’annata particolarmente piovosa, hanno confermato la tendenza.
Il nostro impegno non si esaurisce qui: proseguiamo nel nostro lavoro di divulgazione e formazione di tecnici e agricoltori perché continui ad aumentare, anno dopo anno, l’adozione dell’irrigazione a goccia e fertirrigazione in mais.


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Uso di risorse idriche non convenzionali in agricoltura: un'alternativa imprescindibile 

Antonio Lopez, CNR IRSA, Bari

Water is an increasingly scarce and valuable resource. Of principal concern is our failure to recognize and accept that there is a finite supply of water. The consensus is that the growing water scarcity and misuse of freshwater pose serious threats to sustainable development.

In the coming years the increase in water demand will likely be driven by population growth (increasing the demand for drinking water supply and agricultural production), changes in food preferences (change in food habits toward richer and more water demanding diets), economic growth (raising the water demand for industrial production and power generation, including bioenergy). In addition, as society becomes more aware and concerned about the potential impacts of human activities on the environment, the demand for water to support aquatic ecosystems and in-stream water uses will also rise (resulting in environmental regulations such as establishing minimal flows and levels for streams, or more restrictive water quality regulations).
Other factors that could reduce the stock of available water resources are weather and climate. Although the forecasts on regional scale are subject to considerable uncertainty, it is expected that climate changes and rising sea levels in coastal areas will intensify negatively affecting quali-quantitatively local water resources.
Competition among agriculture, industry and cities for limited water supplies will obviously intensify as consequence of all the above factors.
As for agriculture, taking into account that more than two-thirds of the water withdrawn from the earth's rivers, lakes and aquifers is used for irrigation, to meet the future challenge of reduced water availability the use of alternative or unconventional water resources will play an ever more important role in satisfying the increasing water requirements particularly in arid and semi-arid regions, as most of the Mediterranean countries.
It is quite difficult to make a classification of unconventional water resources. Water quality is the most important factor dealing with unconventional water resources: quality is a complex factor since there are many water quality parameters which vary with continuity. Very often, not water quantity, but inadequate water quality and water transport energy are limiting factors (“Water-Energy Nexus”).
Two major categories of unconventional water resources can be identified, the first including waters with high organic matter and microorganisms content (such as municipal wastewater) and the second one including waters with high saline concentration (such as sea and brachisk water, some industrial and agro-industrial wastewater, etc.).
In many Mediterranean countries municipal wastewater reuse has been practiced for a long time and actually represents the most relevant use of unconventional resources. Particularly in the absence of environmentally safe recipients for the effluents, irrigation is regarded as a sanitary mean of disposal, which makes wastewater treatment economical. The nutrients content of municipal effluents is also appreciated. Water scarcity has driven farmers, engineers, scientists and government officers to collaborate in developing wide scale wastewater reuse operations and associated equipment and control methodologies.
As for desalination of seawater and brackish water, it is progressively becoming a technologically and economically available solution to water scarcity particularly as a source of drinking water. In fact, desalination for drinking purposes is a practice widely implemented. On the contrary, for many countries, the current costs of such technology is unaffordable for irrigation purposes.
In any case, the choice of the most appropriate alternative water resource is clearly a site-specific question to be managed carefully comparing not only the cost-effectiveness of alternative option but even the local socio-economic context.

Photo Credits: "Reverse osmosis desalination plant" by James Grellier - Own work. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons


La fame di acqua ed il suo
uso sostenibile per i sistemi colturali

1 Luglio ore 10.00 Padiglione Italia,
Milano Expo 2015

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DISTRILAKE
Gestione integrata delle risorse idriche distribuite nei bacini dei grandi laghi Lombardi

Prof. Rodolfo Soncini Sessa
Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioignegneria, HydroinformaticsLab Como, Politecnico di Milano

La grande disponibilità di risorse idriche e l’impegno plurisecolare dell’uomo nel regimentarne il corso a uso dell’agricoltura e dell’industria sono stati un elemento chiave dello sviluppo economico e sociale della Lombardia, regione d’acqua tra le più importanti in Europa. Con lo sviluppo è cresciuta anche la pressione sulla risorsa, sia in termini di disponibilità sia di qualità, e di pari passo sono evoluti i conflitti tra diversi settori economici e l’ambiente. La competizione per l’uso delle risorse idriche è destinata ad acuirsi nei prossimi anni anche per effetto del cambiamento climatico: l’ambiente alpino è considerato tra i più vulnerabili ai cambiamenti climatici in Italia e in Europa. 
 
In condizioni socio-economiche e climatiche in così rapida evoluzione, la mitigazione dei conflitti per l'acqua non può basarsi solo su interventi infrastrutturali, ma richiede prima di tutto di gestire in modo più sostenibile le risorse disponibili. Per questo, è necessario un nuovo approccio gestionale, che integri dati, modelli ambientali e metodi decisionali, per tradurre le conoscenze scientifiche e il progresso tecnologico oggi disponibili in strumenti di gestione e governo delle risorse idriche in un contesto di cambiamento globale.

Il progetto DISTRILAKE propone un nuovo approccio alla gestione, in cui tutti gli invasi disponibili in forma distribuita in un bacino fluviale (il manto nevoso, i serbatoi idroelettrici alpini, i laghi regolati, il contenuto idrico nella zona insatura del terreno e la falda) sono gestiti in modo coordinato e integrato e le decisioni progettate assimilando informazioni in tempo reale sullo stato idrologico distribuito del bacino. A costo zero, DISTRILAKE permette di aumentare l’efficienza complessiva di un sistema idrico e la sua capacità di soddisfare molteplici utenti anche in condizioni di stress idrico sempre più ricorrenti, recuperando sostanziali volumi idrici da destinare alla mitigazione dei conflitti attuali e previsti tra gli usi esistenti e di svilupparne di nuovi, ad esempio aumentando la produzione di colture energetiche. 

Foto: By Marcus90 (Own work) [CC BY 3.0], via Wikimedia Commons



1 Luglio ore 10.00 Padiglione Italia,
Milano Expo 2015

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Possono le cyberinfrastructures supportare le decisioni sulla gestione dell'acqua in agricoltura a livello territoriale (e non solo)? 

di Angelo Basile 
(CNR ISAFOM, Ercolano, Napoli)

Una applicazione con l’utilizzo di “geospatial cyberinfrastructure” è stata sviluppata, testata e realizzata nell’ambito del Progetto Europeo SOILCONSWEB: un sistema di supporto alle decisioni (Spatial Decision Supporting System - sDSS) sulla gestione e conservazione del suolo e del paesaggio agro-forestale.

Queste piattaforme incorporano sia le funzioni di un GIS (Geographic Information System), quali la gestione di dati georeferenziati, la visualizzazione e la gestione di mappe, che l'acquisizione di informazioni complesse e di dati dinamici ad esempio dati climatici giornalieri, dati idropedologici, dati fenologici, la loro gestione, integrazione, il data mining, la visualizzazione e le applicazioni numeriche (modelli di simulazione) in tempo reale (ad es. bilancio dell’acqua, crescita delle colture, etc.). Il tutto liberamente accessibile via internet ed adattato a diverse tipologie di utenza e quindi a carattere fortemente multidisciplinare.

Lo sDSS è attualmente applicato in un’area di circa 20 000 ettari nel Sud Italia (Valle Telesina, provincia di Benevento, regione Campania). Il sistema grazie al suo elevato grado di flessibilità permetterà di fornire risposte in tempo reale adiverse problematiche agro-ambientali, attraverso l’uso di modelli di simulazione su base fisica, tutte caratterizzate dalla loro dimensione territoriale. Il sistema è in grado di acquisire e spazializzare giornalmente le variabili meteorologiche e, quindi, permette di effettuare analisi in tempo reale, esaltando la componente dinamica del sistema suolo-pianta-atmosfera. Individuata la tematica per la quale sono richieste informazioni, l’utente potrà selezionare un’area di interesse (es. territorio comunale, particella catastale, consorzio irriguo, etc.) ed interrogare il sistema relativamente a tale area e alla specifica tematica.

Fra le possibilità di interazione, ma non esaustive delle molteplici risposte possibili:
  • analisi di diverse opzioni irrigue in presenza di una riduzione della disponibilità d’acqua dovuta al cambiamento climatico;
  • valutazione dell’efficienza dell’uso più efficiente dell’acqua per diverse combinazioni suolo/pianta sia per il clima attuale che futuro;
  • valutazione della capacità di filtro degli inquinanti idroveicolati;
  • previsione a breve termine (pochi giorni) di intervento con una irrigazione di soccorso (ad es. su vite);
Infine, lo s-DSS integra gli approcci decisionali classici tra le istituzioni e gli utenti finali (procedure top-down) con un approccio diverso ed innovativo (procedure bottom−up ) che può consentire agli utenti di interagire con il sistema (upload di informazioni) e contribuire a migliorare i processi decisionali.

Foto: Libera per usi commerciali / Attribuzione non richiesta, CC0



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WikiMedia Il 1 luglio all'Auditorium di Padiglione Italia, Milano Expo 2015, si svolgerà il Laboratorio

La fame di acqua ed il suo uso sostenibile per i sistemi colturali


Organizzato dall'Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo (ISAFOM). Coordinato da Rossella Albrizio.

«Adattamento al cambiamento climatico dell’agricoltura: la vulnerabilità delle produzioni e il potenziale della biodiversità delle coltura»

L’adattamento ai cambiamenti climatici è costituito dall’insieme di misure rivolte alla riduzione o all’annullamento della vulnerabilità dei sistemi sottoposti al forcing climatico.

Il settore agricolo è molto vulnerabile ai cambiamenti climatici attesi e alla variabilità climatica, in particolare alla maggiore frequenza di eventi climatici estremi. Le variazioni attese di temperatura e piovosità potranno determinare cambiamenti nel regime idrico tali da influenzare la produttività dell’agricoltura.

Gli agricoltori si sono adattati in modo autonomo ai cambiamenti climatici graduali del passato. Tuttavia, la consistente e rapida variazione del clima prevista per la fine di questo secolo, richiede di indirizzare le trasformazioni dei sistemi agricoli verso una minore vulnerabilità. Per questo è necessaria l’acquisizione di nuove conoscenze, una buona diffusione delle informazioni sui risultati della ricerca, misure politiche che facilitino le azioni di adattamento e una forte partecipazione di tutti i decisori coinvolti nel processo di trasformazione.
Alla luce di ciò, il contributo verterà sugli aspetti biofisici dell’adattamento dei sistemi produttivi agrari. Sarà illustrata l’entità dei cambiamenti del clima a medio termine e l’effetto dell’evoluzione del clima sui fabbisogni idrici delle colture. Si parlerà della variabilità esistente nelle specie coltivate, cioè delle differenti risposte di specie e varietà coltivate al regime termico e idrico, e di come questa variabilità offra consistenti opportunità per l’adattamento dell’agricoltura al clima futuro. Sarà discusso il potenziale dell’irrigazione e della scelta dei terreni per la riduzione della vulnerabilità delle colture, e sarà esaminato come un’opportuna combinazione di varietà, tipo di terreno e gestione dell’irrigazione possano costituire misure di adattamento compatibili con uno sviluppo sostenibile, del quale l’uso efficiente delle risorsa idrica è un aspetto imprescindibile.
Saranno presentati gli strumenti utilizzati negli studi di adattabilità: (i) gli strumenti (software) in grado di rappresentare il trasporto dell’acqua nel sistema terreno – coltura – atmosfera, tenendo conto dell’evoluzione del clima; (ii) gli strumenti (software) necessari all’acquisizione e all’analisi dei dati per l’identificazione delle misure di adattamento, tenendo conto della variabilità spaziale e temporale di clima, suolo e colture.

AAVV: F. De Lorenzi1, S. M. Alfieri1, E. Monaco1, A. Bonfante1, M. Riccardi1, A. Basile1, C. De Michele2, M. Menenti3 [1] Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo, Ercolano, Italia [2] Ariespace s.r.l., Napoli, Italia [3] Delft University of Technology, Department of Geoscience and Remote Sensing, Delft, Paesi Bassi
Credits WikiMedia: Field Hamois Belgium Luc Viatour.jpg
 



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Intervista a Riccardo D'Andria

Che tipo di evento sarà quello organizzato per Expo?
Sarà strutturato in modo dinamico, con interventi molto brevi che solleveranno i punti più salienti della problematica acqua in agricoltura.
Abbiamo preso contatto con il giornalista Igor Staglianò di Ambiente Italia – RAI3, che farà da moderatore coordinando il dibattito e coinvolgendo il pubblico.
Sarà un evento attivo, aperto agli esperti del settore e ai non addetti ai lavori, che stimolerà molte curiosità. Parleremo in termini globali delle disponibilità idriche per l’agricoltura, di gestione dell'irrigazione dallo spazio, di biodiversità per mitigare i problemi dell’uso d'acqua in agricoltura a seguito del cambiamento climatico, di irrigazione di precisione e nuove tecnologie finalizzate al corretto pilotaggio irriguo.


Perché il tema dell'acqua in agricoltura è così all'ordine del giorno?
L'irrigazione svolge un ruolo fondamentale per aumentare le rese delle colture e stabilizzare la produzione nel sistema agricolo. In questi ultimi anni molti sono i problemi presentatisi a causa del cambiamento climatico, soprattutto in ambienti sensibili come le regioni a clima mediterraneo. A parte l’aumento delle temperature, la diminuzione di precipitazioni e la frequenza degli eventi estremi, è importante sapere che il cambiamento riguarda anche la distribuzione delle piogge nel corso dell'anno.
E' oggi quindi cruciale capire in che modo questa distribuzione è cambiata. Magari il cambiamento non modifica in modo sostanziale la quantità complessiva delle precipitazioni in una determinata regione, ma queste potrebbero risultare carenti in periodi critici per garantire il conseguimento di produzioni quantitativamente e qualitativamente adeguate...

INTERVENTI:
•Acqua e sicurezza alimentare: sfide e soluzioni. Pasquale Steduto (FAO).
• Uso di risorse idriche non convenzionali in agricoltura: un'alternativa imprescindibile. Antonio Lopez (CNR IRSA, Bari).
• Scenari di cambiamento climatico: adattamento dei sistemi colturali e disponibilità delle
risorse idriche. Mladen Todorovic (CIHEAM, IAMB, Bari).
• Il progetto AGROSCENARI: il potenziale della biodiversità delle colture per l’adattamento
al clima futuro. Francesca De Lorenzi (CNR ISAFOM, Ercolano, Napoli).
• Irrigazione di precisione per il risparmio idrico. Gabriele Buttafuoco (CNR ISAFOM, Cosenza).
• Gestione dell’irrigazione dallo spazio: dalla ricerca alle applicazioni operative. Guido D’Urso (Università Federico II, Portici, Napoli).
• Possono le cyberinfrastructures supportare le decisioni sulla gestione dell'acqua in agricoltura a livello territoriale (e non solo)? Angelo Basile (CNR ISAFOM, Ercolano, Napoli).
• AquaTEK™: Produrre PIU’ mais con MENO acqua: Federico Bertoli (Monsanto)
•  DISTRILAKE - Integrated management of water resources distributed in the basins of the lakes in Lombardy Region: Rodolfo Soncini Sessa e Andrea Castelletti (Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioignegneria, HydroinformaticsLab Como, Politecnico di Milano).

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Il video girato da Igor Staglianò per Ambiente Italia e mandato in onda da RAI 3, presenta tecnologie all’avanguardia per la gestione dell’irrigazione che saranno tema cardine dell’evento “La fame di acqua ed il suo uso sostenibile per i sistemi colturali” che si terrà il 1° Luglio al Padiglione Italia di Milano.



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Diversi mega-trends dei prossimi 35 anni saranno determinanti nel tracciare le sfide che l’umanita’ dovra’ affrontare e risolvere per uno sviluppo sostenibile del pianeta: crescita demografica, tenore di vita dei paesi emergenti, il cambio climatico, equita’ socio-economica, scarsita’ delle risorse naturali e loro degrado, sicurezza alimentare, idrica ed energetica. Una relazione ad alto rischio e’ quella tra sicurezza alimentare e acqua. Infatti, la produzione alimentare rappresenta il processo a piu’ alto consumo idrico, con il settore agricolo che utilizza oltre il 70% della risorsa.


Diverse zone del pianeta sono in condizioni di scarsità idrica per via di un clima sfavorevole (es., Nord Africa e Medio Oriente) o per mancanza di investimenti strutturali (es., Africa Subsahariana) o per eccessiva domanda rispetto all’approvvigionamento (es., Asia). L’aumento demografico e la variabilita’ e cambio climatico sono di per se’ i due fattori che concorrono ad una scarsita’ della risorsa idrica che si riflettera sula sicurezza alimentare.                                                                                                                                                       
La risposta alle sfide del prossimo futuro sulla sicurezza alimentare dovra’ basarsi su criteri innovativi e di alto impatto. Fondamentali saranno: la capacita’ di poter aumentare la produttività agricola in modo sostenibile per evitare gli errori della ‘green revolution’; la riduzione delle perdite di prodotto lungo la catena alimentare e a livello di consumo; il cambiamento verso diete alimentari piu’ sane e ambientamente piu’ sostenibili; l’aumento della resilienza e dell’adattamento dei sistemi agricoli agli shocks ambientali (sia naturali che socio-economici); l’introduzione di soluzioni tecnologiche adeguate ai vari problemi gestionali.

Nessuna soluzione può essere considerata in isolamento dalle altre. È necessario sviluppare un intero pacchetto di soluzioni che tenga conto delle condizioni fisiche, sociali ed economiche delle varie situazioni e dei sistemi produttivi alimentari. Il commercio internazionale dovrà assumere sempre maggiore rilevanza per poter fronteggiare le carenze alimentari tra le varie regioni del pianeta. Le regole degli scambi commerciali saranno di notevole aiuto dove l’insicurezza alimentare è cronica per via della scarsità idrica.

Il presente contributo metterà in evidenza soluzioni possibili, tecnologie praticabili e strade percorribili per un futuro sostenibile dove sicurezza alimentare, idrica ed energetica possono essere considerate raggiungibili e sostenibili.



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