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Tra gli illustri ospiti del Forum del 26 Agosto Sustainable Technologies and Cooperation in Food and Agriculture & UNIDO International Awards 2015 prederà parte Fabrizio Curcio, Capo del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Prima di divenire Capo Dipartimento nell'aprile 2015, ha avuto come ultimo incarico la direzione dell’Ufficio di Gestione delle Emergenze ed è stato coordinatore della struttura commissariale per l’emergenze della Costa Concordia.

La sicurezza alimentare e l'andamento delle economie dell'agroalimentare sono spesso minate da eventi critici legati a rischi naturali e antropici. Il dibattito del 26 Agosto, presso Cascina Triulza, nell'area EXPO, vedrà dunque il contributo di chi da anni si occupa del coordinamento di tutte le forze che intervengono in contesti di emergenza, quando eventi calamitosi impattano sulla popolazione, sulle infrastrutture, sulle economie e sugli scenari produttivi e distributivi anche dell'agro alimentare.


26 Agosto 2015 - EXPO Milano 2015 - Cascina Triulza
Sustainable Technologies and Cooperation in Food and Agriculture & UNIDO International Awards 2015


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Organizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale , dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dal Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l'analisi dell'Economia Agraria (CREA),  con ospiti dal World Food Programme (WFP), dalla United Nations Industrial Deveopment Organization (UNIDO), da Africa Rice,  e da importanti industrie del settore agro-food dall'Italia, dalla Cina, dal Brasile, dal Pakistan, l 'evento "Sustainable Technologies and Cooperation in Food and Agriculture" ha il preciso obiettivo di mostrare esperienze di Ricerca, Industria e Governo che spingono verso la Sicurezza Alimentare e di proporre e valorizzare esempi e modelli di cooperazione (sia a livello di organizzazioni e istituzioni, che a livello di integrazione di tecnologie) che siano riproducibili a diverse scale e in diversi punti del pianeta.
Dal monitoraggio satellitare alla conservazione del cibo, dai programmi di sostegno alle economie locali alle Spatial data Infrastructures.

A moderare la giornata, che avrà un carattere Talkshow-Like, la Dottoressa Paola Catapano del CERN Communication Group. Giornalista, divulgatrice scientifica, esperta di comunicazione, interprete ha lavorato insieme all Team degli organizzatori dell'evento per disegnare il percorso dell'evento che prenderà vita grazie a un rapido alternarsi di domande, risposte e approfondimenti da parte di illustri ospiti come Fabrizio Curcio, Capo Dipartimento della Protezione Civile, Bernardo De Bernardinis, Presidente dell'ISPRA, Pablo Recalde, Country Office Director del WFP in Congo e molti altre importanti presenze del campo della ricerca, dell'industria e di agenzie governative.



26 Agosto 2015 - EXPO Milano 2015 - Cascina Triulza
Sustainable Technologies and Cooperation in Food and Agriculture & UNIDO International Awards 2015

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Siccità, degrado del territorio e desertificazione in Italia e nel Mondo 

26 agosto ore 14.30-17.30
Padiglione Italia, Milano Expo 2015

Coordinatore: Mauro Centritto, Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (IVALSA)

La siccità è un fenomeno che riguarda oltre il 40% della superficie  terrestre e circa 2 miliardi di persone. Il 72% delle terre aride si trova nei Paesi in via di sviluppo, la desertificazione sta arrivando nel cuore dell'Europa mediterranea. La desertificazione è causata da una serie di fenomeni naturali e di pressioni antropiche, e provoca instabilità, problemi di sicurezza e conflitti. La lotta alla desertificazione è una delle sfide più importanti della società di oggi.

Che connessione c'è tra desertificazione e cambiamenti climatici? Quali sono i rischi maggiori per l'uomo e per l'ambiente? Quali le aree del mondo più interessate? Cosa si può fare per fermare il fenomeno?



Il 5 agosto alle ore 14.30 a Padiglione Italia, Milano Expo2015, si svolgerà la Conferenza
Da scarto a risorsa: il concetto di bioraffineria applicato alle produzioni alimentari coordinata da Nicoletta Ravasio dell'Istituto di Scienze e Tecnologie Molecolari (ISTM).
L’evento è organizzato insieme all'azione europa COST (European cooperation in science and technology) EUBis: Food waste valorisation for sustainable chemicals, materials & fuels, il cui scopo è quello di coinvolgere un gran numero di ricercatori e portatori di interesse provenienti da 30 paesi europei per esplorare il potenziale degli scarti della filiera alimentare come sorgente di carbonio alternativa per l’industria chimica.
PROGRAMMA
Tendenze attuali e future nella valorizzazione degli scarti della filera alimentare per la produzione di prodotti chimici, materiali e combustibili.
La mappa degli scarti
(presentazione e dimostrazione di una mappa interattiva che permette di individuare dove e che quantità di un determinato scarto venga prodotta in Europa)
- Prof. James Clark, University of York, UK
Dagli scarti della filiera alimentare a nuovi prodotti
-Nadia Plata, Eptes, Vevey, CH
(l’imprenditrice svizzera dell’anno 2013 illustrerà la tecnica innovatrice per l’estrazione di molecule ad elevato valore da scarti agro-alimentari alla base della sua azienda)
Da una economia lineare ad una economia circolare attraverso la valorizzaione degli scarti della filiera agroalimentare
-Lucinda Tolhurst, Lucid Insight, Oxford, UK
(la fondatrice di Lucid Insight illustrerà la catena di produzione e distribuzione del cibo dalla fattoria alla forchetta individuando la produzione di scarti in ogni fase ed esemplificando poi i vari modi di riutilizzo)
Film edibili da scarti di gamberi o pastazzo di agrumi
-Salvatore Raccuia, ISAFOM CNR, Italy
Scarti di frutta e verdura: la ruota della valorizzazione degli scarti
(la ruota verrà presentata nell’auditorium o al ricevimento in modo che I visitatori possano toccare, annusare ed eventualmente assaggiare i prodotti ottenuti dagli scarti)
-Thierry Talou, INP ENSIANET, Tolosa, France
“Bucce, scarti e Cucina Circolare”
-Igles Corelli, Ristorante Atman, Pescia, Italy
(proiezione e commento di un video sul recupero degli scarti in cucina)

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Il 29 luglio a Padiglione Italia, Milano Expo 2015, si svolgerà la conferenza dal titolo “Ecosistemi e biodiversità: la ricerca italiana al servizio dei cittadini”, coordinata da Giorgio Matteucci dell’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Isafom-Cnr).

Obiettivo della manifestazione è illustrare al pubblico i servizi offerti e le ricerche svolte sul territorio nazionale. Verrà presentata la Rete italiana per le ricerche ecologiche di lungo termine (Lter Italia) che studia il legame tra biodiversità ed ecosistemi, analizza la loro evoluzione, la qualità delle acque, gli effetti dell'inquinamento e dei cambiamenti climatici, la disponibilità di risorse, valutando l'eventuale perdita o alterazione della biodiversità. A differenza di altri Paesi il cui focus è esclusivamente sugli ecosistemi terrestri, la Rete italiana, con i suoi 25 siti e le 70 stazioni di ricerca, è multidominio e comprende ambienti forestali, montani d'alta quota, lacustri, di transizione, costieri e marini. Ne fanno parte anche i siti extraterritoriali delle basi di ricerca del Cnr in Antartide e sull'Everest. I siti nelle aree marine hanno rilevanza per la pesca, mentre quelli nelle zone forestali sono importanti per il legno e altre risorse primarie.

Si parlerà inoltre della e-infrastructure (infrastruttura virtuale) Lifewatch, una delle tre condivise a livello europeo, il cui Centro servizi si trova in Italia, che si occupa di rendere disponibili i dati sulla biodiversità, fornendo servizi di esplorazione ed elaborazione dei dati a ricercatori e gestori delle risorse ambientali.
Il Cnr, assieme ad altri partner di LTER-Italia, sta inoltre creando percorsi a piedi o in bicicletta, che possano essere proposti alla popolazione non solo come percorsi di eco-turismo, ma specialmente come occasioni per conoscere il nostro Paese, il suo valore e le sue fragilità ecologiche, partecipando ad iniziative e progetti di citizen science, in cui i cittadini sono chiamati in prima persona a svolgere osservazioni o misure, e analisi dell'ambiente. Durante il corso dell’evento saranno presentati i tre percorsi pronti al momento: in bicicletta dalla costa Adriatica del Molise al Golfo di Napoli, effettuato per la prima volta tra il 29 giugno e il 7 luglio; a piedi dal Monte Velino al Gran Sasso, che partirà proprio il 29 Luglio; a piedi dall’Istituto Scientifico Mosso sul Monte Rosa al Lago Maggiore, che si svolgerà a fine Agosto 2015.
Leggi il programma


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Mercoledì 29 luglio dalle 14.30 alle 18.00 a Padiglione Italia, Milano Expo 2015, si svolgerà la Conferenza

Ecosistemi e biodiversità: la ricerca italiana al servizio dei cittadini

A cura di Giorgio Matteucci
Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo (ISAFOM)

Ricercatori ecologi italiani, impegnati nelle Ricerche Ecologiche di Lungo Termine sugli ecosistemi (Rete LTER-Italia) e la biodiversità (LifeWatch), percorrono assieme ai cittadini tre itinerari di divulgazione scientifica, come eventi di comunicazione della scienza a EXPO 2015, patrocinati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).
"Stiamo organizzando (...) una sorta di via Francigena della ricerca sugli ecosistemi. In Italia ci sono 70 siti, e stiamo creando percorsi da fare a piedi o in bicicletta, che possano essere proposti alla popolazione non solo come percorsi di eco-turismo, ma specialmente come occasioni per conoscere il nostro Paese e il suo valore e le sue fragilità ecologiche, partecipando ad iniziative e progetti di citizen science ed analisi dell'ambiente."


Sugli Appennini Centrali dal Velino al Gran Sasso: l’avventura della biodiversità

Nell’ambito di EXPO2015 ricercatori ecologi propongono un percorso a piedi dal Monte Velino al Gran Sasso per raccontare l’ambiente appenninico tra Riserve, Parchi Nazionali, storia e cultura. I partecipanti saranno accompagnati da botanici, ornitologi e geologi lungo tutto il percorso; la giornata conclusiva del 1° agosto, sul Gran Sasso, vedrà uniti ricercatori, naturalisti dilettanti e volontari in uno studio intensivo sul campo (un “Bioblitz”), per determinare in 24 ore continuate tutte le specie vegetali e animali che vivono nell’area, contribuendo così alla definizione dello stato della biodiversità.



PROGRAMMA:
14:30  Le ricerche ecologiche di lungo termine (LTER) su ecosistemi e biodiversità
Introduce e conduce Cristina Serra, giornalista scientifica
Studiare la nostra “casa” alla scala delle nostre vite
Caterina Bergami, CNR-ISMAR, Bologna
Reti LTER: finestre aperte sui cambiamenti ambientali
Giorgio Matteucci, CNR-ISAFOM, Roma 
 
15:00 Biodiversità, bene comune 
LifeWatch infrastruttura virtuale di ricerca
Alberto Basset, Università del Salento, Lecce
Gli alieni sono fra noi!
Giuseppe Corriero, Dipartimento di Biologia, Università di Bari
DNA: lo straordinario mondo dei microbi rivelato
Monica Santamaria, CNR-IBBE, Bari 

15:30 Ecologia, biodiversità e tempo: problematiche ambientali nei siti della rete LTER e in LifeWatch
Le vette delle Alpi e degli Appennini: formidabili sensori dei cambiamenti ambientali
Michele Freppaz, NatRisk-DISAFA, Università di Torino
Le foreste: fattore di equilibrio per l’uomo e per il clima
Renzo Motta, NatRisk-DISAFA, Università di Torino  
I laghi, riserva di vita
Marina Manca, CNR-ISE, Verbania
Le nostre dune costiere, risorse o pattumiere?
Alicia Acosta, Dipartimento di Biologia, Università di Roma 3
Il pesce grande mangia il pesce piccolo...e poi?
Maria Grazia Mazzocchi, Stazione Zoologica Anton Dohrn, Napoli
Il buono, il bello e il cattivo
Lea Roselli, Università del Salento, Lecce

16:30 Cittadini e ricercatori in cammino fra i siti per osservare e conoscere ecosistemi e biodiversità

Mesothalassia: ciclo-staffetta ecologica dalle dune del Molise al Golfo di Napoli
Domenico D’Alelio, Stazione Zoologica Anton Dohrn, Napoli
Sugli Appennini Centrali dal Velino al Gran Sasso, l’avventura della biodiversità
Bruno Petriccione, Corpo Forestale dello Stato
Rosa…azzurro…verde! Eco-staffetta tra i siti LTER dal Monte Rosa al Lago Maggiore
Paola Carrara, Alessandro Oggioni, Laura Criscuolo, CNR-IREA, Milano; Michele Freppaz e Margherita Maggioni, NatRisk-DISAFA, Università di Torino; Michela Rogora e Angela Boggero, CNR-ISE, Verbania

Chiusura a cura di Cristina Serra

Il 22 luglio alle ore 14.30 al Conference Centre di Milano Expo, si terrà la conferenza:
UN MODELLO DI PRODUZIONE SOSTENIBILE PER LA FILIERA LATTIERO – CASEARIA organizzata dal Dipartimento di scienze bio agroalimentari del Consiglio nazionale delle ricerche.

La produzione lattiero-casearia italiana è di assoluto livello europeo sia per quantità che per qualità. La Lombardia, in particolare, è la regione Italiana con la maggiore produzione di latte e formaggi e il più alto numero di allevamenti bovini e numero di capi per allevamento. Vanta inoltre una ricca gamma di produzioni
di formaggi DOP. L’interesse all’adozione di nuovi modelli di sviluppo sostenibile impone una rivisitazione delle modalità di produzione e di gestione che trova già ampi riscontri nell'ambito delle ricerche che verranno descritte nella conferenza.

Durante l’evento la trattazione toccherà diversi aspetti, tra i quali: alimentazione animale, uso di fertilizzanti ottenuti dal riciclo dei reflui zootecnici e dagli scarti, variabilità alimentare e dei suoi effetti sul benessere animale e sulla qualità delle produzioni, riduzione dell'impatto ambientale e del consumo di energia.

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14.30 Saluti istituzionali
Moderatore: Diego Breviario IBBA-CNR

14.15 Dai mangimi al prodotto: qualità e sicurezza lungo la filiera di produzione lattiero casearia
Mike Gooding FAI Farms Ltd

14.45 Impatto della tecnologia sul miglioramento genetico delle vacche da latte in allevamenti intensivi ed estensivi: verso obiettivi comuni 

Filippo Biscarini Parco Tecnologico Padano
Ben Hayes Victorian Department of Environment and Primary Industries
Alessandra Stella IBBA-CNR
Bianca Castiglioni IBBA-CNR 

Mario Luini IZSLER

15.25 Nuovi metodi di tracciabilità a garanzia della qualità del formaggio Parmigiano Reggiano DOP
Valentina Pizzamiglio Consorzio del formaggio Parmigiano Reggiano,  
Diego Breviario IBBA-CNR
Roberto Consonni ISMAC-CNR

15.55 Biodiversità microbica e sicurezza dei formaggi a latte crudo
Elena Dalzini IZSLER
Jozsef Baranyi Institute of Food Research
Milena Brasca ISPA-CNR
Fabio Dal Bello Sacco s.r.l.
Diego Mora Università degli Studi di Milano

16.40 Il latte come elemento funzionale: biopeptidi e prevenzione della carie
Alessandra Majorana Università degli Studi di Brescia
Stefania Chessa IBBA-CNR
Maria Luisa Callegari Università Cattolica del Sacro Cuore

17.10 Reflui: dalla gestione sostenibile ai fertilizzanti rinnovabili
Giuliana D'Imporzano Università degli Studi di Milano
Marcella Guarino Università degli Studi di Milano
Davide Gardoni Università degli Studi di Milano

17.40 Modello per la valutazione delle produzioni casearie lombarde di eccellenza
Giovanna Battelli ISPA-CNR
Maddalena Zucali Università degli Studi di Milano

17.55 La filiera del latte dal foraggio al formaggio: presentazione della demo farm zootecnica
Franco Gerevini SIVAM S.p.A.

17.05 Conclusioni
Mike Gooding FAI Farms Ltd 

Droni, sensori ottici e gps sono il set tecnologico mutuato dal mondo militare a vantaggio dell’agricoltura di ‘precisione’ capace di ottimizzare gli interventi agronomici e soddisfare il fabbisogno idrico e nutrizionale delle colture, evitando sprechi per un uso sostenibile di risorse. Se ne parla in un evento organizzato il 22 luglio dal Consiglio nazionale delle ricerche all’Expo di Milano.

Ottimizzazione della resa agricola e della gestione delle risorse per la sostenibilità delle coltivazioni: è l’obiettivo dell’agricoltura di precisione che mutua tecnologie dal campo militare per rispondere al fabbisogno di acqua, concimi e fertilizzanti di ogni piantagione o di ogni singola pianta, evitando sprechi di risorse naturali nel rispetto dell’impatto ambientale. Droni, sensori ottici e gps sono gli strumenti di lavoro del contadino del futuro per rilevare il grado di umidità del terreno, per controllare la crescita e la salute delle piante. “Un vigneto o un campo di mais, soprattutto se sono molto estesi, non sono un'unica entità ma la somma di tanti piccoli appezzamenti coltivati con la stessa coltura. In uno stesso campo possiamo trovare condizioni di suolo, meteorologiche, di esposizione solare, di topografia anche molto differenti tra loro”, spiega Alessandro Matese ricercatore dell’Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche e coordinatore dell’evento: ‘Agricoltura di precisione e uso sostenibile delle risorse’ che si tiene mercoledì 22 luglio, alle ore 10.00, al Teatro della Terra – Biodiversity Park dell’Expo di Milano. L’evento è stato concepito come un ‘laboratorio’ nel quale fare il punto della situazione sull’utilizzo e la diffusione di tali strumentazioni hi-tech in Italia, chiamando a confronto il mondo della ricerca e quello dell’impresa. Durante la giornata verranno presi in considerazione diversi settori di applicazione della ‘agricoltura di precisione’: si inizia con la filiera vitivinicola per illustrare successivamente quella orticola e cerealicola.
“L’agricoltura di precisione è generalmente definita come un sistema integrato di informazioni e metodologie progettato per aumentare l’efficienza e la produttività dell’azienda, basato sull’esistenza di una variabilità spaziale e temporale tra sistemi agricoli e all’interno degli stessi; utilizzando strumenti di monitoraggio si ottiene una gestione sito-specifica nel rispetto delle reali necessità delle colture”, continua Matese. Addio al sopralluogo palmo a palmo delle distese di terreno: per l’agricoltore scendono ‘in campo’ stazioni meteorologiche, sensori wireless per la caratterizzazione del suolo, pistole che monitorano la temperatura, vari strumenti di telerilevamento, come immagini satellitari o scattate in volo da droni, che restituiscono al computer o sullo smartphone una serie di informazioni per intervenire in maniera mirata sui campi. Elaborati i dati con tecniche geostatistiche, si arriva a definire quali siano le esigenze per una determinata pianta, o una microarea, trattando in modo selettivo l’appezzamento.
I trattori ad esempio servendosi a loro volta del gps possono distribuire più o meno concime o pesticidi in una zona rispetto ad un’altra. “Per esempio sono ormai disponibili delle vendemmiatrici a rateo variabile, cioè in grado di selezionare l'uva migliore mettendola in un cassone separato. In Francia hanno sviluppato anche un trattore capace di operare potature differenziate: in base ai dati raccolti, la macchina sa dove potare più o meno una pianta”.
Nonostante i notevoli vantaggi dell’agricoltura di precisione, in Italia manca una informazione approfondita. “L'idea di organizzare questo evento mi è venuta due anni fa, partecipando alla European Conference on Precision Agriculture. C’erano ricercatori da tutto il mondo, ma solo pochi italiani. L’evento sarà un'occasione di confronto sulle esperienze pilota e le buone pratiche nel settore e per rispondere meglio alla domanda che viene dal mondo dell’impresa in termini di innovazione e sostenibilità” conclude Matese.


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Il 22 luglio ore 10.00 al
Teatro della Terra – Biodiversity Park Milano Expo 2015 si avrà luogo il

Laboratorio "Agricoltura di precisione e uso sostenibile delle risorse"

Coordinato da Alessandro Matese dell’Istituto di biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibimet-Cnr).

L’agricoltura di precisione, l’insieme di metodologie, analisi e processi per la gestione sito-specifica dei sistemi colturali, è al centro di questo evento il cui obiettivo è favorire la collaborazione tra ricerca e aziende. “Il nostro è un ambito molto applicativo”, afferma Alessandro Matese. “Se è vero che è compito della ricerca inventare, solo gli imprenditori sanno cosa può realmente servire e cosa no”.

Grazie ai sensori a terra e di caratterizzazione del suolo, alle stazioni meteorologiche e agli strumenti di telerilevamento, come immagini satellitari o scattate dai droni, è possibile monitorare le diverse aree e capire come massimizzare la resa agricola e i profitti, riducendo i costi, evitando trattamenti inutili, dannosi e inquinanti, per una maggiore sostenibilità delle coltivazioni.

AGENDA

SALUTI
Francesco Loreto - Direttore - Dipartimento di Scienze Bio-Agroalimentari CNR
Antonio Raschi - Direttore - Istituto di Biometeorologia CNR

INTRODUZIONE
Francesco Morari (DAFNAE - Università di Padova)
Titolo: Agricoltura di precisione in Italia: Stato dell’arte della ricerca scientifica,

FILIERA VITICOLA
Marco Vieri (GESAAF - Università di Firenze)
Viticoltura di precisione
Giancarlo Spezia (Tecnovict)
Tecnologie in viticoltura di precisione
Renzo Cotarella (Marchesi Antinori)
Esperienze di viticoltura di precisione

FILIERA ORTICOLA
Claudio Belli  (Terrasystem - spin off dell’Università degli Studi della Tuscia)
Nuove tecnologie di monitoraggio
Alfredo Citelli (GST Italia)
Irrigazione di precisione
Alessandro Tiozzo (Ortosole)
Titolo: Esperienze di orticoltura di precisione,

FILIERA CEREALICOLA
Marco Miserocchi (Spektra Agri)
Agricoltura di precisione e sostenibilità
Giovanni Chiò (Azienda Battioli Paola)
Riso Preciso 
Emilio Ferrari (Barilla G. e R. Fratelli)
La filiera Barilla del Grano Duro, prospettive e sinergie con l’agricoltura di precisione

CONCLUSIONI E DIBATTITO
Fabio Volpe - Telespazio / e-Geos - Gruppo Finmeccanica
Michele Pisante - Bioscienze e tecnologie agro-alimentari e ambientali - Università di Teram


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Su come i pedologi debbano tornare attori primari nella salvaguardia della risorsa suolo 

Il Gruppo Suolo Europa del Forum Salviamo il Paesaggio e Difendiamo i Territori: suolo.europa@gmail.com

Un articolo pubblicato nel 1997 poneva la questione se considerare la pedologia morta e sepolta [1]. Provocatoriamente la domanda sollecitava i pedologi a “uscire” dalla loro dimensione scientifica che a quel tempo rifiutava tutte "contaminazioni". Per fortuna in questi quasi venti anni c'è stato uno sforzo per inglobare nel ruolo della pedologia il compito di definire l'estensione, la distribuzione, le proprietà, l'idoneità e la vulnerabilità dei suoli come base per la gestione sostenibile del territorio. La pedologia è riuscita così ad uscire dal proprio isolamento scientifico. Prima la definzione di un approccio olistico alla scienza del suolo (lanciato a livello internazionale dai ricercatori europei sostenuti dalla Direzione Generale Ricerca della Commissione Europea) e poi un numero sempre maggiore di ricerche integranti e innovative permettono oggi a pianificatori e politici [2] di disporre di utili elementi decisionali.

Va tutto bene allora?

Purtroppo no, siamo ancora in una situazione nella quale le decisioni sull’uso del suolo, del territorio e del paesaggio sono prese indipendetemente dai dati scientifici sul degrado e la perdita di fertilità della risorsa suolo. Il dibattito che in Italia si trascina per ottenere una legge sul suolo ne è la dimostrazione. Urge assegnare una nuova responsabilità ai ricercatori e scienziati del suolo, quella di divenire attori nella pianificazione del territorio. Per primi essi devono assumersi la responsabilità di proteggere il suolo per le generazioni presenti e future - ricordiamo che queste ultime non consumano e non votano e quindi vengono raramente prese in considerazione -.

Da dove iniziare?

Dall’imporre il Suolo come bene comune il cui uso sostenibile è inserito nel contesto del territorio e del paesaggio in cui si trova. Se si vuole una società economicamente praticabile nel corto periodo e ecologicamente sostenibile nel lungo, va da sé che l’interazione degli aspetti biofisici e socioeconomici li rende fra loro inscindibili. Ed è proprio in questo tipo d’approccio che l’essere umano ha la totale responsabilità nel determinare il degrado o la salvaguardia del suolo per le generazioni future.
Imporre è una parola drastica, ma non possiamo più permetterci di usare eufemismi. I dati sulla perdita di suolo fertile in Europa e nel mondo sono inconfutabili. La situazione di degrado e di occupazione dei suoli in EU ha assunto dimensioni oltremodo drammatiche e insostenibili: tra il 1990 e il 2000 si stima una perdita di superficie di suolo pari a 275 ha al giorno; tra il 2000 e il 2006 si è avuto un ulteriore incremento della perdita del 3%. Ciò ha comportato una perdita di produzione agricola equivalente a 6,1 milioni/anno di tonnellate di grano solo nel periodo 1990-2006 [3].
La Commissione Europea da anni denuncia il degrado e la cementificazione dei suoli su tutto il territorio europeo. Già nel 2006 aveva predisposto una strategia tematica per la protezione del suolo [4]. Essa aveva come obiettivo di proteggere il suolo consentendone un uso sostenibile, attraverso la prevenzione da un ulteriore degrado, la tutela delle sue funzioni e il ripristino dei suoli degradati. In altre parole, la strategia tematica proponeva misure destinate a proteggere il suolo e a preservarne la capacità a svolgere le funzioni ecologiche, economiche, sociali e culturali che gli sono proprie. Ricordiamo che essa si basava su quattro pilastri: i) l’istituzione di un quadro legislativo volto a proteggere e utilizzare i suoli in modo sostenibile; ii) l’integrazione della protezione del suolo nelle politiche nazionali e comunitarie; iii) il rafforzamento della base di conoscenze; iv) una maggiore sensibilizzazione del pubblico.
Dopo otto anni, passati senza riuscire a ottenere un accordo per la sua adozione ufficiale da parte degli Stati Membri, la Commissione, nell’aprile 2014, ha deciso di ritirare la proposta di direttiva.
La necessità di una strategia europea per la protezione del suolo non è da dimostrare. Di fronte all’impasse europeo incombe alla società civile organizzarsi. Senza una forte spinta da parte dei cittadini e di chi li rappresenta, la Commissione Europea non sormonterà gli ostacoli che da otto anni vengono posti dagli Stati Membri. Tocca quindi ai cittadini europei e alle loro associazioni il compito di essere attori primari e prendere le iniziative necessarie a promuovere dal basso la protezione dei suoli a livello europeo. Inoltre, dal 2009 i cittadini europei hanno il diritto di proporre legislazioni comunitarie. Le associazioni della società civile (CSOs) portatrici di interessi diffusi devono porsi l'obiettivo di indirizzare le funzioni legislative dell’UE su suolo, territorio e paesaggio. Contemporaneamente urge migliorare la formazione e aumentare la consapevolezza e la presa di responsabilità da parte dei decisori politici e degli attori locali che devono applicare le normative nazionali ed europee esistenti.
Serve un quadro di riferimento comune a tutti i paesi membri dell’UE, senza il quale si avranno situazioni insostenibili a seconda dei vari scenari nazionali. L’Italia o la Svezia o Cipro non possono considerarsi “autonome” quando é a rischio la sicurezza alimentare e ambientale dei loro territori e delle loro popolazioni.

Questo è il contesto in cui, all’interno del Forum Nazionale “Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori (SIP), si è costituito un gruppo di volontari, Gruppo Suolo Europa (SIP-GSE), per verificare la possibilità di intraprendere azioni di salvaguardia del suolo a livello italiano e europeo. Tale verifica, fatta con contatti personali e in vari convegni, ha evidenziato che già esiste una forte richiesta di azioni a livello europeo per far ritornare il suolo come elemento prioritario dell’agenda europea. Partendo da queste esigenze, il 18 giugno in un convegno specifico tenutosi all’EXPO di Milano, é stata lanciata l’azione europea People4Soil 5 cui il SIP-GSE ha formalmente aderito.

Concretamente

Le azioni che il SIP-GSE si propone di concretizzare nell’ambito della People4Soil in stretta collaborazione con le associazioni europee e italiane che aderiranno sono:

1) Proposta di direttiva europea basata sull’iniziativa popolare (ICE);
2) Strumenti di comunicazione per diversi livelli (mondo scolastico, politici, responsabili decisionali, accademici, imprenditori edili, agricoltori …);
3) Piattaforma di comunicazione e di informazione (media e grande pubblico);
4) Preparazione di strumenti per controllare le decisioni delle autorità locali (comune, provincia e regione);
5) “Marcare” gli eletti nei parlamenti nazionali e europei (azione in cui sottolineare l’importanza e il ruolo della associazioni aventi radicamento territoriale);
6) Realizzazione di strumenti specifici di comunicazione, come ad esempio un social movie sul suolo e per l’Italia e per l’Europa creato con l’interazione via reti sociali;
7) Organizzare una riunione prima della fine dell’anno (in concomitanza con la fine del Soil Year in dicembre?) con le associazione europee interessate, per definire una roadmap e le relative strutture di analisi - controllo compartecipate;
8) Altre azioni identificate congiuntamente su proposta delle associazioni aderenti.

E’ evidente che tale impostazione non può essere affrontata solo dal gruppo SIP-GSE. Per questo é stato lanciato l’appello “Angeli del Suolo” 6. Una chiamata “alle armi” cui stanno aderendo volontari e associazioni.

La strategia comunitaria

Per marciare assieme verso uno stesso obiettivo abbiamo bisogno di definire un quadro comune. A tale scopo è necessario raccogliere le idee da convogliare nella discussione a livello italiano e europeo. L’obiettivo finale è formulare gli elementi fondanti di una nuova proposta di direttiva europea sul suolo.

Ecco schematicamente i punti che consideriamo particolarmente importanti:
  • Suolo bene comune ambientale che appartiene alle generazioni future;
  • Salvaguardia dei valori ecologici, sociali e culturali del suolo, del territorio e del paesaggio;
  • Suolo, territorio, paesaggio come interesse pubblico e generale (utilità sociale) che sovrasta l’interesse privato (concetto contenuto nella nostra Costituzione);
  • Valorizzazione di suolo, territorio e paesaggio; insieme a definizione dei costi diretti e indiretti del degrado o della perdita;
  • Responsabilità e solidarietà verso i più demuniti (poveri), i più distanti (glocalizzazione: land grabbing), i più indifesi;
  • Promozione della cultura, della ricerca scientifica e tecnica, nonchè tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico (dall’art. 9 della costituzione italiana);
  • Identificazione della difesa giuridica del suolo, del territorio e del paesaggio: a livello locale, nazionale, Europeo (ad es. modificazione del mandato dell’Agenzia Europea dell’Ambiente);
  • Lotta all’utilizzazione di terreni a meri fini speculativi o da parte di organizzazioni criminali (es. Terra dei Fuochi);
  • Grande azione di comunicazione e di informazione sull’importanza di suolo, territorio e paesaggio per la vita presente e futura, attraverso linguaggi e dimostrazioni adeguati a ogni gruppo target;
  • Introduzione del controllo democratico onesto e lungimirante su suolo, territorio e paesaggio (basato sui concetti della sostenibilità) da parte delle organizzazioni della società civile (incluso dialogo con le associazioni di agricoltori, costruttori, pedologi, …);
  • Sostegno di amministratori locali, nazionali, europei determinati ad affrontare problemi relativi all’occupazione e impermeabilizzazione dei suoli; formazione degli altri attori pubblici alla salvaguardia di suolo territorio paesaggio (“marcare - nel senso sportivo del termine - un politico”);
  • Pianificazione territoriale basata su un approccio democratico e trasparente (informazione e partecipazione), vincolato all’approvazione degli abitanti delle aree interessate;
  •  Concentrazione dello sviluppo territoriale solo in aree già urbanizzate o dismesse.
Questo è quanto proponiamo alla base del lancio del movimento che converge in People4Soil. Lo strumento da usare è il dialogo e la partecipazione. Ci prefiggiamo di arrivare alla proposta di direttiva popolare europea tramite un coinvolgimento diretto dei cittadini in tutte gli Stati membri dell’UE, in particolare discutendo e comunicando con i “non addetti al lavoro” e facendo in modo che la cerchia di persone che si occupa della risorsa suolo sia sempre più vasta e responsabile. Il treno si è messo in moto con l’intenzione di concretizzare il lancio della campagna prima della fine di questo anno 2015, consacrato dalle Nazioni Unite al Suolo. Il 2016 potrebbe quindi essere l’anno per raccolta ufficiale delle firme.

Se non vogliamo che la pedologia torni a essere argomento “morto e sepolto”, i ricercatori e gli scienziati del suolo devono partecipare concretamente a questo movimento della società civile che si prefigge il cambiamento delle politiche afferenti al suolo a livello locale nazionale e europeo. In altre parole coloro che hanno per missione di toccare il suolo, devono aiutare le associazioni della società civile a sporcarsene le mani.



Bibliografia

1 Is pedology dead and buried? - L. R. Basher - Australian Journal of Soil Research 35(5) 979 - 994 (1997) 
2 Recuperiamo Terreno – Analisi e prospettive per la gestione sostenibile della risorsa suolo – Michele Munafò e Marco Marchetti - FrancoAngeli Editore - 2015
3 http://ec.europa.eu/environment/soil/pdf/guidelines/IT%20-%20Sealing%20Guidelines.pdf
4 http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2006:0231:FIN:it:PDF
5 http://www.people4soil.eu/index-en.php
6 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2015/06/un-appello-urgente-per-gli-angeli-del-suolo/